About


Elda Calabrese was born in the south of Italy in 1989. She grew up in Cersosimo (Basilicata), a small town located very close to the beautiful Pollino National Park. She graduated from Classical High School Diploma at Liceo Classico Isabella Morra; after that, she decided to move to Ferrara, where she got a master degree in Pharmacy.

During her life and school plans, she developed a particular charm for arts, that made her think off the “conventional” path and see things from different point of view. She joined several exhibitions in Ferrara with the crew “Giovani Artisti Ferraresi”.
This is how she started to think that art can let people feel free and let their mind travel through the deepest fantasies.

Elda’s style reminds us of “Surrealism”, the italian literary current, where unconsciousness and fantasy takes over, and dreams come to life.

Her dynamic stroke of brush also brings us back to the Impressionists, as she makes her characters even more alive. Also, it’s easy to see how, in many paintings, contrasts of colours enhance the characters. This is clear if we look at the strong contrasts she paints: dark blue, yellow ocher and gold, green and red, red and blue.



La bellezza dei «colori forti»

Intervista a cura di Luca Greco

Attraverso questa intervista Elda Calabrese ci racconta la sua storia, il suo rapporto con la realtà e la magia dei suoi «colori forti»: «La pittura (il colore) per me è una forma di libertà personale, è il mio mondo. Io mi estranio dalla realtà e amo viaggiare con la fantasia. Sulla tela mi sento libera e faccio ciò che voglio. Esprimo i miei stati d’animo più nascosti e quello che non riesco a dire con le parole. Il colore mi permette di esprimere direttamente le mie emozioni».


Elda, nella tua biografia leggo che riscopri il fascino per l’arte durante gli anni dell’università. Ti andrebbe di raccontaci la tua storia? Come nasce il tuo amore per la pittura?

«Fin da bambina amavo disegnare. Poi lo studio mi ha portato ad abbandonare questa creatività, che ho riscoperto da poco. Sono stati i colori a riavvicinarmi all’arte. Faccio fatica ad emozionarmi e i colori con i loro contrasti riescono a trasmettermi forti sensazioni perché vedo il colore non come qualcosa di singolo, ma come un insieme di tante sfumature. Ogni colore mi trasmette determinate emozioni. Quindi è solo dopo l’università che ho deciso di improntare quello che sentivo sulla tela».

Possiamo dire allora che pittrici si diventa?

«È qualcosa a cui posso solamente ambire. Io vivo di emozioni e cerco solamente di portare sulla tela qualcosa che sento mio».

Come me, anche tu sei lucana. Che rapporto hai con questa terra?

«Odio e amore. Amo questa terra perché, a differenza di quello che accade altrove, qui c’è un mondo vivo e naturale. Amo i colori della natura e le sfumature di rosso dei tramonti. I forti limiti della piccola realtà in cui sono cresciuta mi hanno portato, per certi aspetti, a sperimentare cose nuove e ad andare sempre più in là con l’immaginazione. Io amo viaggiare proprio per questo motivo, mi piace vedere e fare cose che non ho mai fatto».

Sempre nella tua biografia, scrivi che l’arte ti ha «da sempre attirata e portata a ragionare in maniera diversa, a vedere le cose e a osservarle, capirle da più prospettive». L’arte ci rende più liberi? Che cos’è per te la pittura?

«La pittura (il colore) per me è una forma di libertà personale, è il mio mondo. Io mi estranio dalla realtà e amo viaggiare con la fantasia. Sulla tela mi sento libera e faccio ciò che voglio. Esprimo i miei stati d’animo più nascosti e quello che non riesco a dire con le parole. Il colore mi permette di improntare direttamente le mie emozioni».

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